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Enogastronomia della Sardegna

Zone vitivinicole

Rassegna vini

Gli abbinamenti


di Bruno Saddi - sommelier

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In questo sito no-profit illustrare ricette è semplice, non c'è alcun nesso commerciale; parlare di vini è invece differente, oltre a descrivere in modo analitico le caratteristiche organolettiche dei vini , quando verranno affrontati gli specifici abbinamenti delle ricette tradizionali con i nostri vini, si dovrà necessariamente fare "nome e cognome" dei singoli vini che verranno proposti. Ciò perché non basta parlare di "cannonau" o di "vermentino" per identificare in modo univoco le caratteristiche del vino. Da uno stesso vitigno deriva un vino diverso a seconda del territorio di produzione ed a parità di territorio in funzione delle ciclo tecnologico di vinificazione del produttore. Pertanto riferire il nome commerciale del vino e del suo produttore deriverà non da un intento pubblicitario ma da una necessità di ordine pratico. L'impegno comunque è quello di dedicare l'attenzione a tutte le realtà produttive con particolare riguardo a quelle che si stanno distinguendo per la valorizzazione dei nostri vini in Italia e nel mondo.


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Zone vitivinicole della Sardegna

La vite in Sardegna è sempre stata una coltura ad alta diffusione, per quanto delimitata in aree di particolare vocazione.

Le numerose tipologie dei vitigni sardi testimoniano le diverse culture susseguitesi nel tempo. Infatti la Sardegna, anche nel settore della vitivinicoltura ha avuto nell'antichità l'influenza dei Fenici, dei Cartaginesi, dei Romani e degli Spagnoli. Dai luoghi più disparati vennero importati vitigni che nel corso dei secoli hanno assunto tali fisionomie da originare dei vini particolarmente tipici come la Vernaccia di Oristano ed il Cannonau di Sardegna.

Nel frattempo è stata data anche una risposta alla crescente domanda di vini da tavola freschi e delicati, con il Vermentino di Gallura e di Sardegna, il Nuragus di Cagliari ed altri.

Interessante la produzione di vini da dessert, prevista in quasi tutte le D.O.C., ottenuta dai vitigni moscato e malvasia e da altri, esclusivamente coltivati nell'isola.

La viticoltura si è sviluppata soprattutto nelle zone litoranee, occupando la bassa collina e la pianura; infatti nelle aree interne, oltre al Campidano pochi sono i comuni con superfici vitate che superano i 500 ettari. Tra questi, comunque Oliena e Ierzu, due sottodenominazioni geografiche, unitamente a Capo Ferrato , del Cannonau di Sardegna.

La suddivisione per zone vinicole è la seguente:

  1. la provincia di Sassari, che comprende i comuni di Alghero e di Sorso con la maggiore estensione investita a vigneto e che ha la più alta percentuale del suo territorio destinato alla vite. La gran parte dei vigneti è situata a nord, nella parte occidentale, dove troviamo i calcari dolomitici, rari per la Sardegna, dal tipico colore rosso, dovuto alla presenza di ferro. Questa è la zona tipica del Vermentino di Gallura, i cui vigneti sono impiantati su terreni dalla morfologia più dolce, di origine recente, di derivazione granitica, poveri di argilla e che necessitano dell'irrigazione di soccorso;
  2. la provincia di Nuoro, dove la maggior parte dei vigneti si trovano nella fascia litoranea od in prossimità ad essa. Il comune di Dorgali, in quest'area, è quello che vanta la maggiore superficie investita a vite. Comunque tutta l'Ogliastra, da Ierzu a Lanusei, a Tortolì e più a settentrione ad Oliena sono una movimentata successione di colline calcaree, fra boschi d'olivastri, dove domina la cultura ad alberello basso del vitigno Cannonau, che qui da le migliori espressioni qualitative. Nell'angolo più interno dell'isola, zona prevalentemente collinare, viene prodotto il vino Mandrolisai, omonimo nome di una delle 22 sub-regioni sarde. Qui la vite è ancora allevata con vecchi impianti ad alberello o ad alberello modificato, mentre nei terreni più fertili e negli impianti nuovi si ricorre alla spalliera bassa o al Guyot;
  3. la provincia di Oristano è un'altra area che vanta antiche tradizioni viticole, spesso di gran pregio. In questa zona il comune con maggior estensione viticola è Terralba, mentre la bassa valle del Tirso è l'area dove si produce il vino forse più tipico della Sardegna, il Vernaccia di Oristano;
  4. l'area interna della provincia di Cagliari dove i vigneti s'incontrano lungo le pendici collinari e montane ovunque la morfologia lo consenta.

Importanti zone vitivinicole sono le colline della Trexenta, parte della Marmilla, dell'Iglesiente e del Sarrabus.

Nelle regioni agrarie del Campidano di Cagliari, Serrenti e San Gavino, abbiamo la maggior concentrazione viticola della Sardegna e la presenza di numerose cantine cooperative di grosse dimensioni. In questa zona le vigne si estendono senza interruzione dai dintorni del capoluogo a Monastir, a Dolianova, a Serdiana a Mandas. I tre quinti del vigneto sardo sono in quest'ambiente climato-pedologico favorevole ad allevamenti intensivi. Qui è iniziata l'evoluzione viticola sarda, ispirata a concetti produttivi diversi dalla tradizione, per la produzione dei vini moderni.

La litoranea del cagliaritano comprende le colline che costeggiano il mare di Iglesias, Sulcis, Capo Teulada, ad ovest e Capo Carbonara e Capo Ferrato ad est. Queste sono le zone più aride dell'isola, dove la fertilità è bassa, ma anche qui, nelle aree meno difficili, la vite si è ben adattata. Suggestivo è il paesaggio viticolo delle isole di S. Antioco e San Pietro.

Alcuni tra i vitigni più coltivati in Sardegna:

BACCA ROSSA: bovale, bovale grande, cannonau, carignano, girò, monica, pascale, sangiovese.

BACCA BIANCA: chardonnay, malvasia di Sardegna, moscato bianco, nasco, nuragus, torbato,

trebbiano toscano e romagnolo, vermentino.

 

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