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Fra gli altipiani e le dolci colline che insistono nella fertile pianura della  Marmilla, segnata dal rio Mannu, di rilevante importanza è senz’altro l’altopiano, detto giara di Gesturi.

E’ il più imponente della zona, ha una estensione di circa 45 Kmq. e si presenta come un fortilizio naturale “monolitico” sulla pianura circostante, che domina da una altezza media di circa 500 m.

La Giara di Gesturi, costituita da roccia basaltica di origine vulcanica, ricoperta da tutte le specie della vegetazione tipica della macchia mediterranea (sughere, roveri, eucaliptus, peri selvatici, rovi, cisti, lentischi, mirti, corbezzoli, eriche, peonie, filliree, agrifogli, euforbie.

 

È famosa per la presenza dei cavallini selvatici, di origine incerta, probabilmente importati dal lontano Oriente, ambientati nell’altopiano da tempo immemorabile. Certamente i cavallini selvatici erano presenti nel luogo sin da quando, lo stesso, era presidiato dalle popolazioni protosarde, come testimoniano alcuni siti archeologici, ancorché di minore importanza rispetto a quelli esistenti nella zona circostante.

Il luogo, così suggestivo, è reso ancor più interessante ed emozionante dalla presenza, ai suoi piedi, del conosciutissimo e vasto complesso nuragico “su Nuraxi” di Barumini, che l’Unesco recentemente ha fatto proprio, seguito dalla recente realizzazione della Sardegna in miniatura, situato in agro di Tuili, proprio ai confini con quello di Barumini.

Alcuni rilievi, fra i quali sa zeppara manna, interrompono, di tanto in tanto, la struttura pianeggiante del luogo caratterizzato, fra l’altro, dalla presenza di alcuni laghetti invernali (d’estate essi si presentano asciutti a causa della scarsità delle precipitazioni atmosferiche peculiarità, peraltro, di tutta la Sardegna), fra i quali, si ricorda il lago Maiori e, nei quali, nel periodo autunno-inverno, è frequente imbattersi in branchi di cavallini selvatici.

La Giara di Gesturi  è, altresì, ricca di fauna selvatica: discreta la presenza di cinghiali, lepri, anatre, beccacce, tordi, merli, cesene, colombacci, ghiandaie, picchi. In quanto riserva naturale, qualsiasi attività venatoria è vietata. Buona anche la raccolta, nel periodo di riproduzione, di molte specie fungine, fra i quali, i boletus aereus (porcino nero). L’utilizzazione economica dell’altopiano si caratterizza oltre che per l’allevamento di bestiame, allevato per buona parte dell’anno col sistema del pascolo brado, che ne esalta la qualità delle carni, per la raccolta del sughero e recentemente a fini turistici. Quasi tutti i paesi adagiati ai piedi dell’altopiano (Gesturi, Tuili, Setzu, Genuri, Sini, Gonnosnò, Albagiara, Assolo e Genoni) hanno realizzato dei buoni accessi, percorribili con qualsiasi mezzo di locomozione nei diversi periodi dell’anno nonché accoglienti spazi di sosta.


Cavallo al galoppo presso un Pauli

Fra i diversi punti sosta e ristoro realizzati nelle pendici dell’altopiano, quello di Gonnosnò, in particolare, si presenta come un’apprezzabile struttura ricettiva (bar, pizzeria, ristorante), in gestione a società o cooperativa giovanile. Buone strutturate ricettive sono presenti anche a Barumini e Tuili.

Nei periodi invernali, in località “Padenti”, nel territorio del Comune di Albagiara, sul versante che si affaccia sulla strada statale Usellus-Assolo, è possibile ammirare “sa spendula”; piccola cascata naturale che raccoglie buona parte delle acque piovane di quel tratto di giara.

Verso Sud, dalle parti di Gesturi, ancorché di minore importanza, si erge quella che appare la naturale prosecuzione della giara, la giara di Serri e verso Ovest la giara di Siddi.



Una tipica sughereta della Giara

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